MEGLIO NOI CHE LORO?

La prospettiva individualista crea, instilla, riproduce e rafforza la convinzione che ciascuno di noi è unico e distinto dagli altri, e che la razza è irrilevante, nonostante la realtà dica altro. Ma con tutta evidenza ciò diventa la base ideologica per la negazione del problema. Nella cultura a cui apparteniamo riceviamo messaggi precisi sul significato dell’appartenenza a un gruppo specifico, sulla differenza e soprattutto sulla gerarchia tra l’uno e l’altro. Impariamo così che un certo gruppo è “meglio” del suo “opposto”: per esempio è meglio essere giovani piuttosto che vecchi, ricchi piuttosto che poveri, istruiti piuttosto che analfabeti, maschi piuttosto che femmine, eterosessuali piuttosto che omosessuali, oppure bianchi piuttosto che di colore. E non è semplice affrontare con onestà il senso di superiorità che abbiamo interiorizzato per il fatto di essere bianchi.

Giacomo Costa sj