CONIUGATE AL PLURALE – 22 Gennaio 2020

         Le beatitudini? Sono una scommessa…
         Una scommessa sulla comunione, contro ogni forma di intransigenza, contro l’«ognuno per sé» o la radicalizzazione dei partiti.
      Le beatitudini sono innanzi tutto il vangelo del vivere insieme. Si coniugano al plurale e mescolano tutte le categorie di persone. È impossibile essere felici di quella felicità lì da cavalieri solitari, che si credono i soli puri, i soli poveri, i soli artigiani di pace. Tutto si gioca nella complementarietà dei talenti di ognuno. È inutile pretendere di voler compiere tutte le beatitudini. Mancherà sempre l’altro alla mia felicità, se non gli faccio posto in ciò che egli ha di unico agli occhi di Dio.

(Christian De Chergé)

SOTTO LA RUBRICA “FELICITÀ”! – 21 Gennaio 2020

         Le beatitudini? Sono una scommessa…
       Una scommessa sulla felicità, contro la sfida della paura. Le situazioni in esse evocate sono di violenza e di paura. Proprio le nostre, in realtà: povertà, persecuzione, lutto, fame e sete di giustizia, prigione, tortura. E tutte queste cose minacciose vengono messe sotto la rubrica: felicità! Gioia! Chi ha scommesso su questa felicità non nega la paura: essa esiste! Ma la disarma. Sono davvero le beatitudini della non violenza e del coraggio. Non è facile rinunciare alla violenza della paura quando si è di fronte alla violenza dell’aggressione e dell’ingiustizia. Non è facile trattare con senso dell’umorismo i propri fantasmi, perché la felicità in cui si crede passa attraverso la vittoria disarmata della croce, cioè attraverso la vittoria della vita su tutte le forme di morte.

(Christian De Chergé)

ECCE! – 20 Gennaio 2020

         Il Verbo si è fatto carne, si è fatto uomo, pienezza dell’uomo. In lui, è stata annullata la distanza tra dire e fare. Dio, che ha detto l’uomo, alla fine lo ha anche fatto, lo ha agito – il che è diverso dall’averlo creato. Dire e fare è divino. Solo Dio compie entrambi. E lo Spirito, che è Dio in noi, ci donerà di dire e di fare! È proprio in questo modo che Dio ci è Padre. È colui che dice e che fa. Essere fratelli significa ritrovare la stessa eco del Figlio. Lui è chiamato Ecce! Eccomi! Oppure Compiacimento: Fiat! Sia!

(Christian De Chergé)

 

 

IL SACRAMENTO CHE SOSTIENE – 19 Gennaio 2020

         Per i discepoli di Cristo, questo cammino [della riconciliazione] è sostenuto anche dal sacramento della Riconciliazione, donato dal Signore per la remissione dei peccati dei battezzati. Questo sacramento della Chiesa, che rinnova le persone e le comunità, chiede di deporre ogni violenza nei pensieri, nelle parole e nelle opere, sia verso il prossimo sia verso il creato.
         La grazia di Dio Padre si dà come amore senza condizioni. Ricevuto il suo perdono, in Cristo, possiamo metterci in cammino per offrirlo agli uomini e alle donne del nostro tempo. Giorno dopo giorno, lo Spirito Santo ci suggerisce atteggiamenti e parole affinché diventiamo artigiani di giustizia e di pace.
         Che Maria, Madre del Principe della pace e Madre di tutti i popoli della terra, ci accompagni e ci sostenga nel cammino di riconciliazione, passo dopo passo.
mm      E che ogni persona, venendo in questo mondo, possa conoscere un’esistenza di pace.

 (dal Messaggio per la Giornata mondiale della pace di Papa Francesco)

SI OTTIENE TANTO QUANTO SI SPERA – 18 Gennaio 2020

         Il cammino della riconciliazione richiede pazienza e fiducia. Non si ottiene la pace se non la si spera.
      Si tratta prima di tutto di credere nella possibilità della pace, di credere che l’altro ha il nostro stesso bisogno di pace. In questo, ci può ispirare l’amore di Dio per ciascuno di noi, amore liberante, illimitato, gratuito, instancabile.
         La paura è spesso fonte di conflitto. È importante, quindi, andare oltre i nostri timori umani. La cultura dell’incontro tra fratelli e sorelle rompe con la cultura della minaccia. Rende ogni incontro una possibilità e un dono dell’amore generoso di Dio. Ci guida ad oltrepassare i limiti dei nostri orizzonti ristretti, per puntare sempre a vivere la fraternità universale, come figli dell’unico Padre celeste.

 (dal Messaggio per la Giornata mondiale della pace di Papa Francesco)

DALLA CONTEMPLAZIONE DEL CREATO – 17 Gennaio 2020

         Il cammino di riconciliazione è anche ascolto e contemplazione del mondo che ci è stato donato da Dio affinché ne facessimo la nostra casa comune. Infatti, le risorse naturali, le numerose forme di vita e la Terra stessa ci sono affidate per essere “coltivate e custodite (cfr. Gen 2,15) anche per le generazioni future, con la partecipazione responsabile e operosa di ognuno. Inoltre, abbiamo bisogno di un cambiamento nelle convinzioni e nello sguardo, che ci apra maggiormente all’incontro con l’altro e all’accoglienza del dono del creato, che riflette la bellezza e la sapienza del suo Artefice.
         Da qui scaturiscono, in particolare, motivazioni profonde e un nuovo modo di abitare la casa comune, di essere presenti gli uni agli altri con le proprie diversità, di celebrare e rispettare la vita ricevuta e condivisa, di preoccuparci di condizioni e modelli di società che favoriscano la fioritura e la permanenza della vita nel futuro, di sviluppare il bene comune dell’intera famiglia umana.

 (dal Messaggio per la Giornata mondiale della pace di Papa Francesco)

CAMMINO DI CONVERSIONE ECOLOGICA – 16 Gennaio 2020

         Di fronte alle conseguenze della nostra ostilità verso gli altri, del mancato rispetto della casa comune e dello sfruttamento abusivo delle risorse naturali – viste come strumenti utili unicamente per il profitto di oggi, senza rispetto per le comunità locali, per il bene comune e per la natura

– abbiamo bisogno di una conversione ecologica. 
         Il recente Sinodo sull’Amazzonia ci spinge a rivolgere, in modo rinnovato, l’appello per una relazione pacifica tra le comunità e la terra, tra il presente e la memoria, tra le esperienze e le speranze.

 (dal Messaggio per la Giornata mondiale della pace di Papa Francesco)

RICONCILIAZIONE NELLA COMUNIONE FRATERNA – 15 Gennaio 2020 

La Bibbia,
in modo particolare mediante la parola dei profeti,
richiama le coscienze e i popoli
all’alleanza di Dio con l’umanità. 
       Ci guida il brano del Vangelo
che riporta il seguente colloquio tra Pietro e Gesù:
«“Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me,
quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?”.
E Gesù gli rispose: “Non ti dico fino a sette volte,
ma fino a settanta volte sette”
» (Mt 18,21-22).
Questo cammino di riconciliazione ci chiama a trovare
nel profondo del nostro cuore
la forza del perdono
e la capacità di riconoscerci
come fratelli e sorelle
.

 (dal Messaggio per la Giornata mondiale della pace 

di Papa Francesco)

CREATIVITÀ E SOLIDARIETÀ – 14 Gennaio 2020

         Tante vittime innocenti si trovano a portare su di sé lo strazio dell’umiliazione e dell’esclusione, del lutto e dell’ingiustizia, se non addirittura i traumi derivanti dall’accanimento sistematico contro il loro popolo e i loro cari.
         Ogni guerra, in realtà, si rivela un fratricidio che distrugge lo stesso progetto di fratellanza, inscritto nella vocazione della famiglia umana.
         La frattura tra i membri di una società, l’aumento delle disuguaglianze sociali e il rifiuto di usare gli strumenti per uno sviluppo umano integrale mettono in pericolo il perseguimento del bene comune. Invece il lavoro paziente basato sulla forza della parola e della verità può risvegliare nelle persone la capacità di compassione e di solidarietà creativa.

 

 (dal Messaggio per la Giornata mondiale della pace di Papa Francesco)

 

MAI PIÙ NEGATE – 13 Gennaio 2020

         La nostra comunità umana porta, nella memoria e nella carne, i segni delle guerre e dei conflitti che si sono succeduti, con crescente capacità distruttiva, e che non cessano di colpire specialmente i più poveri e i più deboli. Anche intere nazioni stentano a liberarsi dalle catene dello sfruttamento e della corruzione, che alimentano odi e violenze. Ancora oggi, a tanti uomini e donne, a bambini e anziani, sono negate la dignità, l’integrità fisica, la libertà, compresa quella religiosa, la solidarietà comunitaria, la speranza nel futuro.

 (dal Messaggio per la Giornata mondiale della pace di Papa Francesco)