LUOGHI FORMATIVI – 23 Luglio 2019

         Passione e virtù secondo san Francesco d’Assisi e i Padri della Chiesa

         Francesco non è nato santo. Il suo percorso di santità è stato lungo, difficile e ostacoli, a misura delle sue fragilità, passioni e prove, dei periodi di scoraggiamento o di dubbio rispetto alla fede.
         A contatto con i frati, anche lui cresce e impara, nella banalità del quotidiano, a riconoscere le proprie fragilità e quelle degli altri e a farne una strada di vita per andare a Dio. Gli sono inoltre stati offerti vari luoghi formatori: i rapporti con il clero e l’istituzione, l’Ufficio divino e l’Eucaristia. Prega e rumina la Scrittura; per non parlare della predicazione e della paziente meditazione.
         Nei suoi scritti Francesco lascia trasparire un’esperienza umana e spirituale capace di illuminare l’itinerario di ogni discepolo di Cristo.

(Suzanne Giuseppi Testut)

SPIRITUALITÀ – 22 Luglio 2019

           (Passione e virtù secondo san Francesco d’Assisi e i Padri della Chiesa)      

         Secondo i Padri della Chiesa, la spiritualità deve rispondere al richiamo dell’unico necessario cercando la liberazione dai legami del mondo per andare più leggeri incontro a colui che viene, a Cristo. Alla luce della rivelazione, la salvezza non ha nulla di giuridico ma, come per Francesco, salvezza significa salvataggio, guarigione da una malattia e in fin dei conti della morte. Per Francesco d’Assisi e per i Padri, la volontà di Dio è che ci mettiamo a servizio gli uni degli altri. Hanno tutti la stessa preoccupazione: restituire la salute a chi l’ha persa, aiutarlo a salvarsi dalla morte spirituale.

(Suzanne Giuseppi Testut)

LA STELLA POLARE È SALVARE LA VITA – 21 Luglio 2019

         Una opzione di valore dirimente: quella espressa con icastica semplicità dal cardinale Parolin: “La stella polare è salvare la vita, tutto il resto è secondario“.         Come possiamo sperare in un mondo meno gretto e disumano, come possiamo spacciarci per buoni educatori, se ci inibiamo dall’additare ad esempio ai nostri figli quanti, magari talvolta sbagliando, tuttavia agiscono in buona fede, generosamente, pagando di persona, mettendosi dalla parte della vita?

(Franco Monaco)

 

 

LA NOMEA DELL’ITALIA CRISTIANA – 20 Luglio 2019   

         L’Italia, sino a ieri, aveva la nomea di Paese singolarmente sensibile alle istanze umanitarie; di culla della cristianità incline a una concezione della giustizia non insensibile alle ragioni della pietas umana. Comunque la si pensi, non è bello che [ora] l’Italia sia apparsa come un Paese sordo alle ragioni umanitarie.

(Franco Monaco) 

E SE CI FOSSE TRA LORO UN SANTO? – 19 Luglio 2019

    
Siamo fieri del nostro santo nero [San Calogero], ma aumenta il numero di coloro che rifiutano e disprezzano quanti arrivano da altre terre. Senza conoscerli, li definiscono tutti delinquenti e terroristi; molti di loro sono cristiani come noi, allora, mi domando, non potrebbe sbarcare anche qualche santo? Un altro San Calogero, insomma!

(Card. Francesco Montenegro)

POTREMMO ESSERE ANGELI… – 18 Luglio 2019

 

 

         Mi piace pensare che potremmo essere angeli che salgono e scendono, prendendo sottobraccio i piccoli, gli zoppi, gli ammalati, gli esclusi: gli ultimi, che altrimenti resterebbero indietro e vedrebbero solo le miserie della terra, senza scorgere già da ora qualche bagliore di Cielo.
         Si tratta di una grande responsabilità, dalla quale nessuno si può esimere.    

(Papa Francesco)

FAR SENTIRE LA PATERNITÀ PREMUROSA DI DIO – 17 Luglio 2019

         Purtroppo le periferie esistenziali delle nostre città sono densamente popolate di persone scartate, emarginate, oppresse, discriminate, abusate, sfruttate, abbandonate, povere e sofferenti. Nello spirito delle Beatitudini siamo chiamati a consolare le loro afflizioni e offrire loro misericordia; a saziare la loro fame e sete di giustizia; a far sentire loro la paternità premurosa di Dio; a indicare loro il cammino per il Regno dei Cieli. I più deboli e vulnerabili devono essere aiutati.

(Papa Francesco)

PRIMA DI TUTTO PERSONE – 16 Luglio 2019

         Sono persone, non si tratta solo di questioni sociali o migratorie. Non si tratta solo di migranti, nel duplice senso che i migranti sono prima di tutto persone umane, e che oggi sono il simbolo di tutti gli scartati della società globalizzata.
 
       Gesù rivela ai suoi discepoli la necessità di un’opzione preferenziale per gli ultimi, i quali devono essere messi al primo posto nell’esercizio della carità.

(Papa Francesco)

SONO SOLO ALCUNI – 15 Luglio 2019

Il mio pensiero va agli “ultimi”
che ogni giorno gridano al Signore,

chiedendo di essere liberati
dai mali che li affliggono.
Sono gli ultimi ingannati 

e abbandonati a morire nel deserto;
sono gli ultimi torturati,
abusati e violentati nei campi di detenzione;
sono gli ultimi che sfidano 
le onde di un mare impetuoso;
sono gli ultimi lasciati in campi
di un’accoglienza
troppo lunga  per essere chiamata temporanea. 

Essi sono solo alcuni degli ultimi che Gesù ci chiede di amare e rialzare.
(Papa Francesco)

MAI “VAGABONDI” – 14 Luglio 2019


         Esempio sommamente perfetto di quel raccoglimento che è tanto necessario, è stato quello di Gesù Cristo, il Verbo di Dio incarnato: prima del suo ministero pubblico, quaranta giorni di deserto preceduti da trent’anni di silenzio. A questo prezzo si salva il mondo.       Bisogna raccogliersi, e solo dopo donarsi. La “solitudine” ci giudica. Non dobbiamo mai essere “il vagabondo che non è mai a casa.
         Convinciamoci una volta per tutte che non c’è altro modo di diventare davvero cristiani se non tacendo e pregando, se non raccogliendosi e poi donandosi, se non corrispondendo in tutto ciò che facciamo – e non solo in un settore specifico della nostra vita, non solo andando a Messa la domenica, non solo realizzando questo o quell’atto di pietà – alle grazie attuali con cui Dio vuole renderci santi, e grandi santi.    
         Se la meta ci sembra troppo elevata non lasciamoci scoraggiare! Esorcizziamo la tristezza con cui il giovane ricco ha lasciato la famosa scena evangelica; infiammiamoci davanti al nobile ideale che Dio ci pone davanti agli occhi; combattiamo con tutte le forze quello spirito tiepido, quella pusillanimità, quell’“animo piccolo” e la mancanza di “ambizione” spirituale che a poco a poco indeboliscono e paralizzano fino ad arrivare all’inerzia, quando non ci fanno tornare alla vecchia vita nei peccati mortali, perché è certo che nella vita spirituale chi non avanza inevitabilmente retrocede.

(padre Paulo Ricardo)