CALIBRARE IL LINGUAGGIO – 24 Maggio 2019

               (dal Discorso di Papa Francesco alla stampa estera, 18 Maggio 2019)

              In un tempo in cui, specialmente nei social media ma non solo, molti usano un linguaggio violento e spregiativo, con parole che feriscono e a volte distruggono le persone, si tratta invece di calibrare il linguaggio. In un tempo di troppe parole ostili, in cui dire male degli altri è diventato per molti un’abitudine, insieme a quella di classificare le persone, bisogna sempre ricordarsi che ogni persona ha la sua intangibile dignità, che mai le può essere tolta. In un tempo in cui molti diffondono fake news, l’umiltà ti impedisce di smerciare il cibo avariato della disinformazione e ti invita ad offrire il pane buono della verità.

           

UMILTA’ E COMPRENSIONE – 23 Maggio 2019

                (dal Discorso di Papa Francesco alla stampa estera, 18 Maggio 2019)

               In un tempo in cui molti tendono a pre-giudicare tutto e tutti, l’umiltà aiuta anche il giornalista a non farsi dominare dalla fretta, a cercare di fermarsi, di trovare il tempo necessario per capire. L’umiltà ci fa accostare alla realtà e agli altri con l’atteggiamento della comprensione. Il giornalista umile cerca di conoscere correttamente i fatti nella loro completezza prima di raccontarli e commentarli. Non alimenta «l’eccesso di slogan che, invece di mettere in moto il pensiero, lo annullano». Non costruisce stereotipi. Non si accontenta delle rappresentazioni di comodo che ritraggono «singole persone come se fossero in grado di risolvere tutti i problemi, o al contrario come capri espiatori, su cui scaricare ogni responsabilità».

RICERCA DELLA VERITA’ – 22 Maggio 2019

                (dal Discorso di Papa Francesco alla stampa estera, 18 Maggio 2019)

               Ognuno di noi sa quanto sia difficile e quanta umiltà richieda la ricerca della verità. E quanto sia più facile non farsi troppe domande, accontentarsi delle prime risposte, semplificare, rimanere alla superficie, all’apparenza; accontentarsi di soluzioni scontate, che non conoscono la fatica di un’indagine capace di rappresentare la complessità della vita reale. L’umiltà del non sapere tutto prima è ciò che muove la ricerca. La presunzione di sapere già tutto è ciò che la blocca.

PER COSTRUIRE – 21 Maggio 2019

                   (dal Discorso di Papa Francesco alla stampa estera, 18 Maggio 2019)

              Come ha detto Benedetto XVI, a volte «i mass media tendono a farci sentire sempre “spettatori”, come se il male riguardasse solamente gli altri, e certe cose a noi non potessero mai accadere. Invece siamo tutti “attori” e, nel male come nel bene, il nostro comportamento ha un influsso sugli altri». Vi esorto dunque a operare secondo verità e giustizia, affinché la comunicazione sia davvero strumento per costruire, non per distruggere; per incontrarsi, non per scontrarsi; per dialogare, non per monologare; per orientare, non per disorientare; per capirsi, non per fraintendersi; per camminare in pace, non per seminare odio; per dare voce a chi non ha voce, non per fare da megafono a chi urla più forte.

«SOLO CHI NON VIVE PER SE STESSO, VIVE RESPONSABILMENTE, OSSIA VIVE» (D. BONHOEFFER) – 20 Maggio 2019

         Mia mamma è una persona molto generosa. Ogni volta che qualcuno cerca educatamente di ringraziarla, risponde sempre con la solita frase lapidaria pronunciata in napoletano e che suona più o meno così: «Chi ringrazia, esce fuori obbligo!».
         Per molti anni mi sono chiesto il senso di questa espressione, fino a quando mi sono accorto che era l’immagine di una cultura, nella quale anche lei è cresciuta. È l’invito a rimanere obbligati, a non pensare che le cose siano gratuite. In effetti, il regalo crea, almeno nel nostro modo ordinario di pensare, un dovere di riconoscenza. Riceviamo un dono, pensando già a come ricambiare. Siamo presi dalla smania di riportare le cose in equilibrio per non sentirci sminuiti, poveri o ingrati. Vogliamo ricompensare. E su questa idea, che non è per niente evangelica, abbiamo costruito norme di pseudo educazione civica. Abbiamo elevato la reciprocità a valore. E in questo modo abbiamo distrutto la gratuità, che è invece profondamente evangelica.
         Capiamo bene che dietro questa visione della relazione c’è anche l’idea di un modo di amare. Si può amare cercando sempre l’equilibrio o si può amare accettando anche di perdere.  Il criterio è Gesù: «Come io vi ho amati, anche voi amatevi gli uni gli altri» (Gv 13,34). Non si tratta, dunque, di cercare la misura nella reciprocità: quello che hai fatto a me lo faccio a te, ma si tratta di fare all’altro quello che Gesù ha fatto, e fa, con me! Il criterio è quindi esterno alla relazione e va cercato nel modo stesso in cui Gesù ama ciascuno di noi.
         Se la modalità di amare propria di Gesù è quella dello spreco, la nostra è al contrario quella della partita doppia: è come se continuamente volessimo far tornare i conti delle relazioni. Siamo disposti al più a rimanere in pareggio, ma certamente non a perdere. Ci rendiamo conto che stiamo amando veramente invece quando chiudiamo in rosso i conti dell’amore. Un genitore sa bene che questa è la dinamica dell’amore. Diventiamo adulti infatti quando impariamo ad amare così.

(Gaetano Piccolo)

 

VANAGLORIA E ORGOGLIO – 19 Maggio 2019

         NON PER GLORIA MA PER AMORE

         Da che cosa si riconosce l’orgoglioso e in che modo viene guarito? Lo si riconosce dal fatto che cerca di primeggiare. Viene guarito se crede nel giudizio di colui che ha detto: “Il Signore resiste ai superbi, ma dà grazia agli umili” (Pr 3,34; Gc 4,6).
         In che modo l’anima ottiene la piena certezza di essersi allontanata dalla ricerca della gloria? Chi ha timor di Dio e non pretende né la gloria presente né quella futura, e a tutto antepone l’amore verso Dio, potrà dire con franchezza: “Né presente né futuro potranno separarci dall’amore di Dio in Cristo Gesù nostro Signore” (Rm 8,38-39), poiché lo stesso Signore nostro Gesù Cristo ha detto: “Io non cerco la mia gloria” (Gv 8,50), e: “Chi parla da se stesso cerca la propria gloria, ma chi cerca la gloria di colui che lo ha mandato, costui è veritiero” (Gv 7,18).

(Basilio di Cesarea)

VANAGLORIA E ORGOGLIO – 18 Maggio 2019

         L’UMILTA’ INTERIORE

         Dice il Signore: “Imparate da me, che sono mite e umile di cuore” (Mt 11,29). Considera chi è che parla e diventa suo discepolo perfetto. L’umiltà sia per te l’inizio e il compimento di ogni buona azione. Egli parla dell’umiltà di pensiero, non solo di aspetto; allude all’uomo interiore, perché quello esteriore si adeguerà di conseguenza.

(Amma Sincletica)

VANAGLORIA E ORGOGLIO – 17 Maggio 2019

       SEMPLICEMENTE UOMO

         Per combattere l’orgoglio occorre esercitarsi all’adesione alla realtà e all’obbedienza alla propria creaturalità, condizione in cui convergono l’obbedienza radicale a Dio, al vangelo e ai fratelli: “Umile è colui che si ricorda di essere uomo” (Ilario di Poitiers) e accetta semplicemente di essere se stesso. In tal modo potrà anche aprirsi alla comunione con Dio e con i fratelli.

            (Enzo Bianchi)

VANAGLORIA E ORGOGLIO – 16 Maggio 2019

            L’UMILTÀ È COSÌ GRANDE…

            L’umiltà è difficile da raggiungere. Se uno non diventa estraneo ad ogni gloria umana, non potrà ottenere questo tesoro. L’umiltà è così grande che il diavolo può dare l’impressione d’imitare tutte le altre virtù, ma questa non sa neanche che cosa sia. Sia che tu digiuni, sia che tu faccia l’elemosina, sia che tu insegni, anche se sei pieno di saggezza e di intelligenza, ponila attorno a te come un muro inespugnabile: essa circondi e tenga strette le tue virtù, lei che è la più bella di tutte le virtù!

(Amma Sincletica)