I SANTI SENZA NOME

 

Supponendo un’uguale fedeltà innata alla grazia, e dunque un’uguale santificazione nel mistero, vi sono due specie di santi. La prima specie è quella dei santi dalla psiche disgraziata  e difficile, la compagnia degli angosciati, degli aggressivi e dei carnali, tutti quelli che portano il peso di determinismi. Quelli che non affascineranno mai gli uccelli e non accarezzeranno mai il lupo di Gubbio; quelli che cadono, e cadono ancora; quelli che piangeranno fino alla fine, non perché avranno sbattuto la porta un po’ troppo forte, ma perché commettono ancora quella colpa sordida, inconfessabile. V’è l’immensa folla di quelli la cui santità non brillerà mai quaggiù nella loro vita psichica, e non si alzerà che l’ultimo giorno per risplendere infine in perpetuas aeternitates. Sono i santi senza nome.

(padre Beirnaert)