RE(g)ALE ABBANDONO

«Ho sete» (Gv 19,28). Muore assetato il Figlio di Dio. Assetato di noi. L’aceto che gli viene offerto è vino incerto, adulterato. Si estingue così la sete di Dio, con quello che noi -di fatto- siamo: uomini e donne incerti, ancora incapaci di amore e fedeltà. Eppure, motivi sufficienti a Dio per morire contento di dirci che senza di noi la storia non è ancora salva. Per questo noi oggi baciamo la croce. Per poter abbracciare come un trono e come un talamo tutto il limite dal quale ancora stiamo fuggendo. Dopo averci ricordato che possiamo realmente essere presenti nella nostra storia, in questo giorno di gioia e dolore il triduo pasquale ci annuncia che possiamo re(g)almente abbandonarci all’avventura di essere umani fino in fondo. Come terra assetata, arida, deserta. Prossima a risorgere.

(Roberto Pasolini)