PASQUA… LA META DEL VIAGGIO COMPIUTO DA CRISTO ERAVAMO NOI


Jerzy Duda Gracz, “La via crucis del terzo millennio”

Pensiamo che il trionfo di Cristo sulla morte sia un evento che dice qualcosa di lui e della sua potenza divina. Il prodigio della risurrezione non consiste solo nel fatto che Gesù ce l’abbia fatta a oltrepassare lo sbarramento della morte. Questa sarebbe una bellissima notizia, che però andrebbe a suo vantaggio e a conferma della sua natura divina. Il prodigio avvenuto nella discesa di Cristo agli inferi può essere invece inteso come la morte della solitudine: quella di Dio, che finalmente può prenderci per mano, ma pure la nostra, che possiamo farci raggiungere dallo sguardo e dalla presenza di quell’amore che avevamo frainteso e perduto per sempre. La risurrezione è un evento di comunione, non un trionfo individuale, è l’affermazione di una relazione, non la vittoria di un singolo. La meta del viaggio compiuto da Cristo eravamo noi e il nostro ritorno alla vita. Se risorgere significa lasciarci prendere per mano da Cristo, insieme ai nostri fratelli e sorelle in umanità, allora dovremmo prepararci alla risurrezione non escludendo mai nessuno in modo definitivo dal registro dei nostri affetti. Se desideriamo che un giorno Cristo sollevi per mano la nostra vita dalla morte, dobbiamo allenarci a vivere ora nella logica del perdono e della riconciliazione.
Roberto Pasolini