LA SALVEZZA NON PUO’ CHE ESSERE COLLETTIVA

 

Da una parte la ferocia del virus ha rivelato la verità scabrosamente arcaica, per certi versi intramontabile, di questa doppia tesi sull’uomo – i più forti sopravvivono; i poveri muoiono e si ammalano più dei ricchi –, dall’altra ha rivelato invece tutta l’impostura che la abita: l’incuria per gli altri, la cancellazione della dimensione della solidarietà, l’affermazione del successo individuale come unico criterio di realizzazione personale hanno mostrato il loro fiato corto: la salvezza – ci insegna il magistero austero e tetro del Covid – non può che essere collettiva. Per questa ragione stare vicini ai più deboli, non lasciarli cadere, è la sola condizione per uscire insieme dal tunnel del trauma.

(Massimo Recalcati)