RICOMINCIAMO DALLA PREGHIERA – 8 Settembre 2019

         Esiste una malattia chiamata inedia. È un’infermità particolarmente pericolosa perché non ha sintomi spettacolari, la morte arriva silenziosamente, senza dolori. Consiste in questo: meno si mangia, meno si ha voglia di mangiare; meno si ha voglia di mangiare, meno ci si nutre e sopravviene l’inedia acuta. Così sia apre e si chiude un circolo, il circolo della morte.
         Nella vita interiore si ripete il medesimo ciclo. Si comincia con l’abbandonare l’orazione per ragioni valide, o apparentemente valide. Mentre ci sciogliamo dal “totalmente Altro”, veniamo presi dagli “altri”. Mentre il mondo e gli uomini ci reclamano, Dio diventa una parola sempre più vuota di significato; eccoci sul rettilineo finale della morte, della morte di Dio nella nostra vita.
         Ho l’impressione che tra i cristiani molti hanno avuto una forte chiamata per una vita profonda con Dio, e che questa chiamata sta languendo: hanno cessato di pregare, hanno abbandonato gli atti di pietà, hanno sottovalutato i sacramenti, hanno rimandato l’orazione personale.
         In altri tempi ebbero per il Signore un’attrazione fuori del comune la quale, se ben coltivata, avrebbe potuto dare alla loro vita un grande volo.
         Cammina. Il Signore Dio sarà luce per i tuoi occhi, alito per i polmoni, olio per le ferite, meta per il tuo camino, premio per le tue fatiche.
         Cominciamo un’altra volta.

(Ignacio Larrañaga)

I commenti sono chiusi