LECTIO DIVINA CORPUS DOMINI 17-06-17

SS.MO CORPO E SANGUE DI CRISTO anno A

Dt 8,2-3.14b-16a ; 1Cor 10,16-17 ; Gv 6,51-58

Un antico inno liturgico composto da S. Tommaso D’aquino per questa solennità, ci aiuta a varcare la soglia del Mistero che celebriamo. Così inizia: “Celebra, o lingua, il mistero del glorioso corpo e del sangue prezioso che il re delle genti, frutto di un ventre generoso, sparse per riscattare il mondo. Dato a noi, nato per noi da una Vergine intatta …”

E’ il Mistero dell’Incarnazione che attraverso l’ascolto della Parola si protrae nel pane dell’Eucarestia.

Commento alle letture: nella I lettura siamo invitati a RICORDARE il cammino che il Signore ci ha fatto percorrere, però non come singolo ma come popolo, potremmo dire come “corpo”; nel cammino di conversione del singolo, il Signore ci rende suoi come un unico corpo.

Il richiamare alla memoria la storia di Israele nel deserto, le loro cadute nell’idolatria ci aiuta a comprendere che senza la sana dipendenza filiale al Padre anche noi cadiamo nell’idolatria.

Tutto questo l’ha colto San Paolo nella II lettura, dove il celebrare il Mistero del Corpo del Signore ci pone davanti alla consapevolezza che entriamo in comunione fra di noi attraverso il Suo Corpo e Sangue; “poiché c’è un solo pane, noi, pur essendo molti siamo un corpo solo” (v17); pur essendo molti siamo un corpo solo.

Riflettiamo che il pane non si fa con un solo chicco di grano, ma con molti; e anche il vino si forma attraverso il succo di molti acini che confluiscono in Unità. S. Agostino dice: “Siate quello che vedete, e ricevete ciò che siete”.

Commento al Vangelo: nella pericope giovannea il tema eucaristico assorbe tutto l’interesse dell’evangelista. Ci si dice che la vita eterna non è l’effetto di “credere” in Gesù, ma nel “mangiare” la Sua carne e nel “bere” il Suo sangue. Il protagonista non è il Padre che dà il vero pane del cielo come accadde nel deserto, ma Gesù che dà la sua carne e il suo sangue, e per noi il protagonista è lo Spirito che transustanzia attraverso la Parola il pane e il vino nel Suo Corpo e nel Suo Sangue, rendendoci così partecipi del Mistero dell’Incarnazione. L’Eucarestia è la continuazione dell’Incarnazione attraverso il tempo. E’ significativo che l’evangelista abbia riservato il termine “carne” per descrivere l’Incarnazione e per presentare l’Eucarestia. In questa insistenza si mette in rilievo la necessità della fede in Gesù nell’unità dei singoli. Partecipando al Suo Mistero consacriamo sulla sua mensa il mistero della nostra pace e unità.

Commento francescano: Francesco e Chiara hanno contemplato il proseguirsi del Mistero dell’Incarnazione nell’Eucarestia.

Infatti nella prima Ammonizione Francesco ci esorta a contemplare come: “… ogni giorno Egli si umilia, come quando dalle sede regale discese nel grembo della Vergine; ogni giorno discende dal seno del Padre sull’altare nelle mani del sacerdote … così anche noi vedendo pane e vino con gli occhi del corpo, dobbiamo VEDERE E CREDERE fermamente che è il Suo Santissimo Corpo e Sangue VIVO e VERO”. (FF 144)

Lo strettissimo legame tra Incarnazione ed Eucarestia si può comprenderlo solo sotto la chiave di lettura dell’umiltà.

Preghiera finale: Adoriamo, dunque, prostrati un sì gran sacramento; l’antica legge ceda alla nuova, e la fede supplisca al difetto dei nostri sensi. Gloria e lode, salute, onore, potenza e benedizione al Padre e al Figlio: pari lode sia allo Spirito Santo, che procede da entrambi.

Amen.