Ildegarda di Bingen, Uomo Sinfonico, miniatura dal manoscritto “Liber Divinorum Operum”, XIII secolo, Lucca.
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«Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù» (Mt 1, 23). Solo un’indicazione è importante: il nome. Un nome, il suo, connesso ai nostri nomi. Il suo nome è il nome che illumina i nostri nomi! Chiediamoci: che cosa c’è di Gesù, del Gesù della nascita, del Gesù povero, umile, mite in quello che diciamo, in quello che celebriamo, in quello che facciamo? Diciamo -anche a Natale- ancora lui o diciamo qualcos’altro? Il Natale, infatti, questo ci dice: che Gesù non è venuto ad impallidire i nostri nomi o togliere senso alla nostra terra, alla nostra umanità. Gesù è il nome della connessione. Il Natale è la connessione: è la connessione del cielo e della terra. E più il cielo e la terra sono connessi, legati come uno sposo ad una sposa, più c’è da sperare.

Angelo Casati