Dio cerca l’intimità con me-SS. CORPO E SANGUE DI CRISTO/A

14 giugno 2020 – SS. Corpo e Sangue di cristo

In questa domenica la liturgia ci propone di meditare sul SS. Corpo e Sangue di Cristo. L’eucaristia è il centro di tutta la vita cristiana, nel quale è racchiuso tutto il bene spirituale della Chiesa. Come il cibo e la bevanda sono gli elementi da cui dipende la vita materiale, così la carne e il sangue di Cristo comunicano e alimentano la vita eterna nel nostro cuore. Questa vita eterna ha già inizio sulla terra ed è il frutto della nostra relazione intima con Dio e poi, di conseguenza, con tutte le persone con le quali condividiamo la nostra realtà quotidiana. Come ha affermato il beato Carlo Acutis, “l’ eucaristia è un’ autostrada per il cielo”, che ci sostiene e ci guida nelle varie tappe del nostro cammino,  per  prepararci  all’incontro con Gesù.

 

Dal libro del Deuteronomio (8,2-3. 14b-16a)

 Mosè parlò al  popolo  dicendo: “ Ricordati di tutto il cammino che il Signore  tuo Dio ti ha fatto percorrere in quarant’anni nel deserto, per umiliarti e metterti alla prova, per sapere quello che avevi nel cuore, se tu avresti osservato o no i suoi comandi. Egli dunque ti ha umiliato, ti ha fatto provare la fame, poi ti ha nutrito di manna, che tu non conoscevi e che i tuoi padri non avevano mai conosciuto, per farti capire che l’ uomo non vive soltanto di pane, ma che l’uomo vive di quanto esce dalla bocca del Signore. Non dimenticare il Signore, tuo Dio, che ti ha fatto uscire dalla terra d’Egitto, dalla condizione servile; che ti ha condotto per questo deserto grande e spaventoso, luogo di serpenti velenosi e di scorpioni, terra assetata, senz’acqua; che ha fatto sgorgare per te l’acqua dalla roccia durissima, che nel deserto ti ha nutrito di manna sconosciuta ai tuoi padri”.

 L’esperienza fatta durante il cammino nel deserto ha insegnato a Israele molte cose; le prove e le fatiche subite hanno ‘scavato’  nel cuore di ognuno, portando a galla ogni cosa, compresi i limiti, le paure e le pretese. Il cammino che ha compiuto il popolo di Israele è quello di ogni uomo, quando scopre di non poter badare a sé stesso, quando scopre chenon vive soltanto di pane, ma  di quanto esce dalla bocca del Signore. La memoria  aiuta  ciascuno  di  noi  a ritrovare le tracce dei gesti che Dio ha compiuto e compie ancora per salvarci lungo il cammino della nostra esistenza. È consolante e ci scalda il cuore riavvolgere i fili della nostra storia di vita e constatare che sono stati sapientemente guidati e custoditi dalla mano di Dio, infatti  per un cristiano nulla avviene per caso. Dio ci cerca a volte nella nostra storia buia e complicata, parte dalla nostra umanità e si rivolge a noi intessendo un dialogo d’amore, di misericordia, di alleanza, frutto dello Spirito Santo che agisce nel profondo del nostro cuore. Il Signore, come ha fatto con il popolo di Israele, ci conduce a volte nel deserto, per poi concederci, con il sostegno della sua grazia, di poter purificare la nostra memoria, ripercorrendo con la pace del cuore le nostre cadute, i nostri errori, le nostre fragilità. Tutto il nostro passato si trasforma così in  una feritoia, che ci apre alla sua grazia e al suo amore, rendendoci capaci di restituire tutto ciò che abbiamo ricevuto.

 

 

Dalla prima lettera ai Corinzi (10,16-17)

Fratelli, il calice della benedizione che noi benediciamo, non è forse comunione con il sangue di Cristo? E il pane che noi spezziamo, non è forse comunione con il corpo di Cristo? Poiché vi è un solo pane, noi siamo, benchè molti, un solo corpo: tutti infatti partecipiamo all’unico pane.

Attraverso la celebrazione dell’eucaristia, il calice benedetto e il pane consacrato ci mettono in comunione con Cristo stesso. La comunione con il corpo e il sangue di Cristo, ci introduce nel mistero di un’unione profondissima. L’eucaristia rende evidente la comunione dei discepoli, e anche di tutti noi, che apparteniamo alla Chiesa.Per San Paolo, cibandosi del corpo di Cristo si diventa membra del suo corpo, capovolgendo così i legami terreni e la logica del mondo.

 

Dal Vangelo secondo Giovanni (6,51-58)

 In quel tempo Gesù disse alla folla: “Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo”. Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: “Come può costui darci la sua carne da mangiare?”. Gesù disse loro: “In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eternae io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno”.

Ricevere Gesù nell’eucaristia ci abilita e ci prepara a poter vivere la vita eterna, che ha già inizio sulla terra,ed è il frutto della nostra relazione intimacon Dio, e poi di conseguenza, con tutte le persone con le quali condividiamo la nostra realtà quotidiana. Con il suo corpo e con il suo sangue, il Signore dona la totalità della propria esistenza, rivelando la fonte primaria di questo amore, che è la relazione con il Padre. Nell’eucaristia viene rivelato il disegno di amore, che riguarda la storia di ognuno di noi e della nostra salvezza. Ricevendo il corpo di Cristo, lentamente il nostro cuore cambia dal profondo e ci rende in grado di amare, perdonare, accogliere e comprendere così come ha fatto Gesù. Il corpo di Cristo ci avvolge e ci custodisce nella nostra umanità e fragilità, accogliendola e rivestendola della sua grazia, donandoci le coordinate spirituali per vivere la nostra vita in pienezza e per intravedere e vivere il regno di Dio prima nel nostro cuore e dopo nella realtà in cui viviamo.  Gesù ci rivela che la vita viene proprio dalla sua umanità“Attraverso il sacramento eucaristico Gesù ci mostra il legame che ha voluto tra sé e noi, tra la sua persona e la Chiesa”(Sacramentum caritatis, Benedetto XVI). In questi mesi di digiuno eucaristico, a causa della pandemia, il nostro cuore è arrivato all’essenziale ed è stato riscaldato e consolato dalla nostra relazione intima con Dio. In questo tempo di isolamento forzato, anche se non abbiamo potuto nutrirci di Gesù, abbiamo avuto tutti il dono di contemplare i fratelli e le sorelle  che vivono nella nostra realtà quotidiana (in famiglia, a lavoro, in comunità) e ci indicano la terra sacra, che è il cuore e la vita di ogni persona, e ci riportano sempre al volto di Dio nonostante le fatiche relazionali e le cadute che possiamo vivere. La Chiesa mangia e beve di Gesù, il pane disceso dal cielo, che ci rende capaci di amare con lo stesso amore con cui siamo amati.

 

Commento francescano

Dalla Vita Secondadi Tommaso da Celano  (FF 789-790)

Ardeva di amore in tutte le fibre del suo essere verso il sacramento del corpo del Signore, preso da stupore oltre ogni misura per tanta benevola degnazione e generosissima carità. Riteneva grave segno di disprezzo non ascoltare ogni giorno la messa, anche se unica, se il tempo lo permetteva. Infatti essendo colmo di riverenza per questo venerando sacramento, offriva il sacrificio di tutte le sue membra e, quando riceveva l’agnello immolato, immolava lo spirito in quel fuoco che ardeva sempre sull’altare del suo cuore. Un giorno volle mandare i frati per il mondo con pissidi preziose, perché riponessero nel luogo più degno possibile il prezzo della redenzione, ovunque lo vedessero conservato con poco decoro. Voleva che si dimostrasse grande rispetto alle mani del sacerdote, perché a esse è stato conferito il divino potere di consacrare questo sacramento.“Se mi capitasse -diceva spesso- di incontrare un santo che viene dal cielo e un sacerdote poverello, saluterei prima il prete e correrei a baciargli le mani. Direi infatti: Ohi! Aspetta, san Lorenzo, perché le mani di costui toccano il Verbo di vita e possiedono un potere sovrumano!  

 

Commento patristico  

Dalle Opere di San Tommaso d’Aquino (Opusc. 57)

 O inapprezzabile e meraviglioso convito, che dà ai commensali salvezza e gioia senza fine! Che cosa mai vi può essere di più prezioso? Non ci vengono imbandite le carni dei vitelli e dei capri, come nella legge antica, ma ci viene dato in cibo Cristo, vero Dio. Che cosa di più sublime di questo sacramento? Nessun sacramento in realtà è più salutare di questo: per sua virtù vengono cancellati i peccati, crescono le buone disposizionie la mente viene arricchita di tutti i carismi spirituali. Nella Chiesa l’eucaristia viene offerta per i vivi e per i morti, perché giovi a tutti, essendo stata istituita per la salvezza di tutti .

                                

Orazione finale

Padre, infondi nei nostri cuori il desiderio di te perché lungo il cammino della nostra vita possiamo essere purificati dalla tua grazia. Amen.