METTERE DIO AL PRIMO POSTO – 18 Dicembre 2018

“Cercate anzitutto il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta” (Mt 6,33).
         L’esistenza umana trova il suo pieno equilibrio e la sua bellezza solo se Dio ne è il centro. «Prima si serve Dio!» diceva santa Giovanna d’Arco. La fedeltà alla preghiera permette di garantire, in maniera concreta ed efficace, questo primato di Dio. Senza essa la priorità data a Dio rischia di restare solo una buona intenzione, addirittura un’illusione.
         Chi non prega, in maniera sottile ma certa porterà al centro della sua vita il proprio ego, e non la persona vivente di Dio. Si disperderà nella moltitudine dei desideri, delle sollecitazioni, delle paure.
         Al contrario chi prega, pur se dovrà affrontare la pesantezza dell’ego e i potenti richiami del ripiegamento su di sé e dell’egoismo che ci abitano, tuttavia si collocherà in un processo di decentramento da sé e di ricentramento su Dio, permettendogli poco a poco di prendere (o di riprendere) nella vita il posto che gli spetta: il primo. “Chi non raccoglie con me disperde”, dice Gesù nel Vangelo di Luca (Lc 11,23). Quando Dio è al centro, tutto trova la sua giusta collocazione.
         Dare a Dio un primato assoluto rispetto a tutte le altre realtà (lavoro, relazioni umane e così via) è il solo mezzo per instaurare un rapporto corretto nei confronti delle cose, con l’impegno autentico e la sana distanza che permettono di salvaguardare la libertà interiore e l’unità della vita. Altrimenti, si cade nell’indifferenza, nella negligenza o, al contrario, nell’attaccamento, nello sconfinamento, nella dispersione, in inquietudini inutili».

(padre Jacques Philippe).

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