BEATI… I SANTI – SOLENNITÀ DI TUTTI I SANTI

 

1° novembre 2020 – SOLENNITA’ DI TUTTI I SANTI

 

La solennità di tutti i Santi, che quest’anno cade nella XXXI Domenica del Tempo ordinario, ci ricorda che il santo è una persona che non fugge dalla realtà, ma vuole portarla al Signore, ordinare le cose a Dio e al suo regno vivendo con intelligenza spirituale il grande discernimento della realtà che lo prepara all’incontro con Dio. In questo giorno è bello ricordare tutte le persone che non hanno fatto cose straordinarie, ma hanno avuto un cuore semplice ed hanno amato, si sono presi cura della giustizia, della pace e della felicità di qualcuno, portando Gesù nelle proprie relazioni. I numerosi Santi e Beati che la Chiesa continua a riconoscere ufficialmente, ricordandoci che il cristianesimo cammina nella storia perchè ogni giorno s’incarna nella vita delle persone, danno infatti voce e volto a tante esistenze vissute santamente nel silenzio, a tanti uomini e donne che, pur non raggiungendo gli “onori degli altari”, donano la loro vita in famiglia, a scuola, nei luoghi di lavoro, nella Chiesa.

 

 

Dal Libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo (Ap 7,2-4.9-14 )

Io, Giovanni, vidi salire dall’oriente un altro angelo, con il sigillo del Dio vivente. E gridò a gran voce ai quattro angeli, ai quali era stato concesso di devastare la terra e il mare: «Non devastate la terra né il mare né le piante, finché non avremo impresso il sigillo sulla fronte dei servi del nostro Dio». E udii il numero di coloro che furono segnati con il sigillo: centoquarantaquattromila segnati, provenienti da ogni tribù dei figli d’Israele. Dopo queste cose vidi: ecco, una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua. Tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all’Agnello, avvolti in vesti candide, e tenevano rami di palma nelle loro mani. E gridavano a gran voce: «La salvezza appartiene al nostro Dio, seduto sul trono, e all’Agnello». E tutti gli angeli stavano attorno al trono e agli anziani e ai quattro esseri viventi, e si inchinarono con la faccia a terra davanti al trono e adorarono Dio dicendo: «Amen! Lode, gloria, sapienza, azione di grazie, onore, potenza e forza al nostro Dio nei secoli dei secoli. Amen». Uno degli anziani allora si rivolse a me e disse: «Questi, che sono vestiti di bianco, chi sono e da dove vengono?». Gli risposi: «Signore mio, tu lo sai». E lui: «Sono quelli che vengono dalla grande tribolazione e che hanno lavato le loro vesti, rendendole candide nel sangue dell’Agnello».

 

Dalla Prima lettera di san Giovanni apostolo (1 Gv 3,1-3) 

Carissimi, vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! Per questo il mondo non ci conosce: perché non ha conosciuto lui.
Carissimi, noi fin d’ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è. 
Chiunque ha questa speranza in lui, purifica se stesso, come egli è puro.

 

 

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 5,1-12) 

In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati.

Beati i miti, perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».

 

La solennità di tutti i santi ricorda ad ognuno di noi la nostra vocazione battesimale, che rendendoci figli di Dio ci abilita a rivestirci dei sentimenti di Gesù e a vivere in pienezza la comunione con Dio durante la nostra esistenza; per rispondere alla chiamata di Dio alla santità dobbiamo farci guidare dal nostro più grande alleato che è lo Spirito Santo, pronunciando i nostri piccoli “sì” e compiendo i nostri passi possibili per accogliere ed aderire al progetto che Dio ha pensato per la nostra vita. Nel vangelo di questa domenica per Gesù è beato il povero, l’umile, il disprezzato: il Signore ci presenta un capovolgimento radicale di valori che è totalmente contrario alla logica del mondo, che invece considera beato chi è ricco e potente. Il messaggio delle beatitudini è rivolto ad ogni uomo che è alla ricerca della verità e si affida con cuore semplice a Dio. Non possiamo vivere le beatitudini senza il sostegno dello Spirito Santo perché soltanto diventando poveri ed accogliendo la nostra umanità e fragilità possiamo fare spazio a Dio, esattamente come ha fatto Gesù che diventando povero ha ricevuto tutto dal Padre. Nella prima lettura tratta dall’Apocalisse, Giovanni vede una moltitudine immensa nella quale è rappresentata tutta l’umanità ed è la conferma dell’universalità della missione di Gesù: questa moltitudine riconosce con chiarezza che la salvezza appartiene a Dio e accetta quindi che tutto è opera di Dio nella nostra vita. Per poter vivere le beatitudini è necessario riconoscere ed accogliere l’amore di Dio, dobbiamo lasciarci amare e crescere nella speranza che con la sua grazia riusciremo a purificare i nostri cuori, per riconoscerlo meglio nella nostra vita; infatti nella seconda lettura Giovanni ci ricorda che siamo stati amati da Dio con un grande amore. Le beatitudini ci ricordano che i poveri, gli afflitti, i misericordiosi, i puri di cuore e coloro che sono nel pianto rendono più umano e vero il mondo, e ci aiutano a ricordare che guardare a Gesù Cristo  riempie il nostro cuore di speranza e ci dona la vita eterna.

 

 

Commento francescano

(Dalla XVI Ammonizione, FF 165)

In questa ammonizione San Francesco vuole aiutare i frati a fare chiarezza dentro se stessi per smascherare i processi di autoinganno riguardo a ciò che affermano di essere e quello che invece sono nella realtà. La purezza di cuore è la capacità di un’autocoscienza di sè con la quale l’uomo smaschera i propri meccanismi psicologici e spirituali che lo allontanano da Dio.  

“Beati i puri di cuore, poiché essi vedranno Dio. Veramente puri di cuore sono coloro che disprezzano le cose terrene e cercano le cose celesti, e non cessano mai di adorare e vedere sempre il Signore Dio, vivo e vero, con cuore e animo puro”.

 

 

Commento patristico

(Dal Discorso n. 2di San Bernardo, abate)

Le parole di San Bernardoci ricordano che in virtù della comunione dei santi, siamo tutti uniti in Dio. La memoria e la storia di vita dei santi sono per noi un esempio ed anche una consolazione perché ci ricordano le fatiche, le cadute ed anche la bellezza e la verità delle loro vite, impegnate a cercare il volto di Dio nella realtà quotidiana.

“Per parte mia devo confessare, che quando penso ai santi, mi sento ardere di gran desideri. Il primo desiderio che la memoria dei santi o suscita o stimola maggiormente in noi, è quello di godere della loro tanto dolce compagnia e di meritare di essere concittadini e familiari degli spiriti beati, di essere insomma riuniti e felici nella comunione dei santi”.

                                            

 

Orazione finale

Padre Santo, aiutaci con il sostegno della preghiera a gustare la comunione dei santi aprendo il nostro cuore alla speranza e alla carità. Per Cristo Nostro Signore. Amen.