UN MOTIVO PER INIZIARE LA GIORNATA – SANTISSIMA TRINITA’/B

 

30 maggio 2021 – IX DOMENICA DI PASQUA/B

SOLENNITA’ DELLA SS. TRINITA’

 

Ecco, io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo“: questa è la risposta della Santissima Trinità, in questa Solennità, a tutti i nostri dubbi, problemi, incertezze. Essere cristiani non significa essere esenti da tutto questo, ma piuttosto viverlo in un certo modo. Gesù oggi ci sta esortando a non perdere mai la speranza. «La speranza non è per nulla uguale all’ottimismo. Non è la convinzione che una cosa andrà a finire bene, ma la certezza che quella cosa ha un senso, indipendentemente da come andrà a finire» (Vaclav Havel). Speranza è trovare un senso nella vita, nelle azioni, un motivo per cui iniziare la giornata. E se perdiamo questo senso, se perdiamo Gesù, piuttosto che disperarci, siamo sinceri come Maria e, tornando indietro per cercarlo, chiediamogli “perchè ci hai fatto questo“?

 

 

Dal libro del Deuteronòmio (4, 32-34. 39-40)

Mosè parlò al popolo dicendo: «Interroga pure i tempi antichi, che furono prima di te: dal giorno in cui Dio creò l’uomo sulla terra e da un’estremità all’altra dei cieli, vi fu mai cosa grande come questa e si udì mai cosa simile a questa? Che cioè un popolo abbia udito la voce di Dio parlare dal fuoco, come l’hai udita tu, e che rimanesse vivo? O ha mai tentato un dio di andare a scegliersi una nazione in mezzo a un’altra con prove, segni, prodigi e battaglie, con mano potente e braccio teso e grandi terrori, come fece per voi il Signore, vostro Dio, in Egitto, sotto i tuoi occhi? Sappi dunque oggi e medita bene nel tuo cuore che il Signore è Dio lassù nei cieli e quaggiù sulla terra: non ve n’è altro. Osserva dunque le sue leggi e i suoi comandi che oggi ti do, perché sia felice tu e i tuoi figli dopo di te e perché tu resti a lungo nel paese che il Signore, tuo Dio, ti dà per sempre».

 

 

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani (8, 14-17)

Fratelli, tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, questi sono figli di Dio. E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: «Abbà! Padre!». Lo Spirito stesso, insieme al nostro spirito, attesta che siamo figli di Dio. E se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo, se davvero prendiamo parte alle sue sofferenze per partecipare anche alla sua gloria.

 

   

Dal vangelo secondo Matteo (28, 16-20)

In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato. Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io so­no con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».

 

 

Essi però dubitarono“: avere dubbi, come è successo ai discepoli, non è equivalente a non avere fede, poichè sono proprio i dubbi che fanno crescere, che fanno fermare per riorientare il cammino e riprendere la marcia. Avere dubbi non è un problema; lo diventa se ignoriamo le domande e le inquietudini che sono alla base di questi dubbi che costellano la nostra vita. Deleterio e distruttivo è sopprimerli e cancellarli o dare risposte frettolose e fai da te pur di non fare spazio a verità che ci scomodano ma ci portano più in là. Il dubbio e la crisi sono i modi in cui la Verità bussa alla nostra porta. La nostra povertà e miseria non sono di ostacolo a Dio, sono anzi i punti di ingresso della sua Grazia. Rimarranno sempre, quindi sempre possiamo farne dei luoghi abitati da Gesù. Lui vuole stare con noi “sempre, fino alla fine del mondo”. La sua presenza e la sua guida sono le certezze del cristiano. Non costituisce certezza “avere” cose o possedere persone o sapere perfettamente come andrà la nostra vita, pensando di averne un controllo e una gestione perfetti: queste sono le certezze del mondo. La certezza del cristiano riguarda l’”essere con” ed è una certezza di fede, cioè rimane anche quando non si percepisce la compagnia di Dio. Proprio nel momento in cui siamo disposti a mollare le nostre false certezze, le sicurezze materiali, le compensazioni con cui teniamo a bada le nostre inquietudini, e non blocchiamo lo sguardo sulla nostra pochezza, allora il Signore potrà entrare, anche a porte sigillate, se però con fede lo invochiamo: “Vieni Spirito Santo”.

 

 

Commento francescano

La preghiera più essenziale e autentica che possiamo fare al Signore è dunque quella di renderci capaci di ascolto dello Spirito per poter rispondere a questa chiamata di amicizia con Lui. E’ nel cuore che avviene l’incontro tra i reciproci desideri, è nel cuore che ci è dato di cercare questa relazione. Accogliamo, dunque, come figli la benedizione della nostra Madre Santa Chiara: “Il Signore sia con voi et elli faccia che voi siate sempre con Lui” (FF 2858) e trasformiamola in preghiera: “Signore che sei con noi, fa’ che noi siamo sempre con Te”.

 

 

Orazione finale

Signore Gesù, Tu che sei con noi tutti i giorni, concedici di riconoscere nella vita la Tua presenza viva per poterci dedicare anima e corpo a glorificarTi attraverso l’amore ai fratelli. Tu sei Dio e vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.