LECTIO DIVINA PENTECOSTE 2017

Lectio Divina

4 giugno 2017
Solennità di Pentecoste – anno A
At 2,1-11; Sal 103; 1Cor 12,3b-7.12-13; Gv 20,19-23

Commento alla I lettura

Il brano degli Atti ci fa notare che la Pentecoste si compie proprio quando i discepoli di Gesù si trovano « tutti insieme ». Siamo qui aiutati a comprendere la differenza tra ciò che possiamo fare con le nostre sole forze e ciò che possiamo se lo Spirito irrompe nella nostra vita come « vento che si abbatte impetuoso »: lo Spirito Santo ci dà ‟ il potere di esprimerci ” in un modo nuovo, sul paradigma della vera carità.

Commento alla II lettura

Anche i versetti tratti dalla Prima Lettera ai Corinzi ci richiamano al valore evangelico dell’unità, dato che « vi sono diversi carismi, ma uno solo è lo Spirito ». E se a ciascuno sono dati dei doni particolari, il fine è sempre « il bene comune ».

Commento al Vangelo

Nella pericope evangelica, come in una nuova creazione Gesù soffia sui suoi, che – nell’interpretazione  di Giovanni – ricevono lo Spirito nello stesso momento in cui vedono il Risorto. La scena si conclude con la missione implicita di donare al mondo quel bene sommo che è la misericordia, il perdono, perché: « A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati ».

Commento francescano

Per Chiara è lo Spirito Santo che spinge ciascuna Sorella a incamminarsi per la via del santo Vangelo, lo stesso Spirito a cui si sono sposate – secondo l’originale espressione di Francesco nella primitiva Forma Vitae . Per questo le Sorelle « sopra ogni cosa debbono desiderare [di] avere lo Spirito del Signore e la sua santa operazione, pregarlo sempre con cuore puro e avere umiltà, pazienza nella tribolazione e nell’infermità, e amare quelli che ci perseguitano, riprendono e incolpano ». Questa è la perfezione dell’amore a cui lo Spirito ha condotto Chiara.

Orazione finale

Padre buono, tu mandi ancora il tuo Spirito che fa riconoscere il tuo Figlio come Signore: dona ai suoi discepoli di essere sempre docili alla sua azione, per formare in Cristo un solo corpo e manifestare a tutti la gioia che viene da lui. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

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